Uno dei problemi legati alla convivenza con gli animali domestici è la prevenzione delle zoonosi, ossia delle infezioni che possono trasmettersi dagli animali all’uomo.

Le zoonosi conosciute sono numerose e il loro indice di gravità è variabile: alcune sono responsabili di gravi malattie (es. coriomeningite linfocitaria nei bambini) altre invece hanno un decorso asintomatico. Oggigiorno, a causa dell’intensificazione degli scambi commerciali di animali tra i vari paesi, le zoonosi stanno acquistando un’importanza sempre maggiore. Un’adeguata informazione, sia sulle malattie che potrebbero essere trasmesse dal proprio pet esotico sia sulle misure di prevenzione da adottare, permette di ridurre al minimo il rischio di contrarre una zoonosi.

È possibile vedere le principali malattie a carattere zoonotico degli animali esotici domestici, suddivise per classi:

  • Mammiferi
    • La dermatofitosi, conosciuta anche come tigna, è un'infezione micotica dello strato corneo della pelle e delle unghie dovuta a varie specie di funghi. Nei mammiferi domestici, in particolare nella cavia, nel criceto e nel furetto, i funghi più frequentemente riscontrati sono Tricophyton mentagrophytes e qualche specie di Microsporum (Microsporum canis e M. gypseum). Gli animali giovani, a causa del loro sistema immunitario più debole in confronto agli adulti, corrono un rischio maggiore di infezione, soprattutto in presenza di una cattiva alimentazione, sovraffollamento o altri fattori ambientali avversi. Le lesioni appaiono come aree di alopecia con formazione di croste, peli spezzati, seborrea, eritema e prurito. Si localizzano a livello del naso, delle palpebre, del padiglione auricolare e sulle zampe dell’animale. L’uomo si infetta tramite la manipolazione degli animali, toccando le lesioni, o anche tramite gli strumenti utilizzati per la loro cura, ad esempio le spazzole. (Carol, 2003) I sintomi variano a seconda della localizzazione dell’infezione e includono arrossamenti ad aspetto circolare, eruzioni, desquamazioni e prurito. (Abdalla, 2019)
      Il virus della coriomeningite linfocitaria è un arenavirus che trova nei topi selvatici degli ospiti naturali. Il contatto tra animali domestici, come criceti e cavie, e quelli selvatici può essere causa di trasmissione della malattia. Negli animali i sintomi sono lievi e includono: una stentata crescita nei neonati, emaciazione e comportamenti anomali nei soggetti adulti. L’uomo si infetta tramite il morso oppure l’esposizione a polveri o cibi contaminati con urine e feci degli animali. Negli adulti sani la malattia ha un decorso lieve e autolimitante, può invece evolvere in una forma grave con meningoencefaliti acute e malformazioni congenite del sistema nervoso centrale e dell’occhio in individui immunocompromessi e donne in gravidanza. (Agrimi, 1996)
      La trixacariasi è un’infestazione dovuta ad un ectoparassita, Trixacarus caviae, un acaro sarcoptiforme che scava gallerie nella cute. Infesta frequentemente le cavie causando prurito, eritema e lieve alopecia. L’irritazione che ne risulta causa letargia, inappetenza e progressiva emaciazione. L’uomo si infesta tramite manipolazione dell’animale infetto e presenta dermatiti papulose e pruriginose su braccia, collo e cosce.
    • La dermatofitosi, conosciuta anche come tigna, è un'infezione micotica dello strato corneo della pelle e delle unghie dovuta a varie specie di funghi. Nei mammiferi domestici, in particolare nella cavia, nel criceto e nel furetto, i funghi più frequentemente riscontrati sono Tricophyton mentagrophytes e qualche specie di Microsporum (Microsporum canis e M. gypseum). Gli animali giovani, a causa del loro sistema immunitario più debole in confronto agli adulti, corrono un rischio maggiore di infezione, soprattutto in presenza di una cattiva alimentazione, sovraffollamento o altri fattori ambientali avversi. Le lesioni appaiono come aree di alopecia con formazione di croste, peli spezzati, seborrea, eritema e prurito. Si localizzano a livello del naso, delle palpebre, del padiglione auricolare e sulle zampe dell’animale. L’uomo si infetta tramite la manipolazione degli animali, toccando le lesioni, o anche tramite gli strumenti utilizzati per la loro cura, ad esempio le spazzole. (Carol, 2003) I sintomi variano a seconda della localizzazione dell’infezione e includono arrossamenti ad aspetto circolare, eruzioni, desquamazioni e prurito. (Abdalla, 2019)
      Il virus della coriomeningite linfocitaria è un arenavirus che trova nei topi selvatici degli ospiti naturali. Il contatto tra animali domestici, come criceti e cavie, e quelli selvatici può essere causa di trasmissione della malattia. Negli animali i sintomi sono lievi e includono: una stentata crescita nei neonati, emaciazione e comportamenti anomali nei soggetti adulti. L’uomo si infetta tramite il morso oppure l’esposizione a polveri o cibi contaminati con urine e feci degli animali. Negli adulti sani la malattia ha un decorso lieve e autolimitante, può invece evolvere in una forma grave con meningoencefaliti acute e malformazioni congenite del sistema nervoso centrale e dell’occhio in individui immunocompromessi e donne in gravidanza. (Agrimi, 1996)
      La rogna sarcoptica, anche meglio conosciuta come scabbia, è una dermatite sostenuta da acari del genere Sarcoptes. Questi parassiti sono presenti in tantissime specie di animali e possono infettare, anche se raramente, furetti, cavie, criceti e topi. Causano dermatiti a livello di testa, collo e genitali, con lesioni di vario tipo (papule, croste, seborrea) caratterizzate da prurito intenso. Le infestazioni nell’uomo avvengono per contatto diretto con l’animale infetto o indiretto attraverso l’ambiente nel quale vive; i sintomi comprendono prurito intenso con arrossamenti cutanei.
    • La dermatofitosi, conosciuta anche come tigna, è un'infezione micotica dello strato corneo della pelle e delle unghie dovuta a varie specie di funghi. Nei mammiferi domestici, in particolare nella cavia, nel criceto e nel furetto, i funghi più frequentemente riscontrati sono Tricophyton mentagrophytes e qualche specie di Microsporum (Microsporum canis e M. gypseum). Gli animali giovani, a causa del loro sistema immunitario più debole in confronto agli adulti, corrono un rischio maggiore di infezione, soprattutto in presenza di una cattiva alimentazione, sovraffollamento o altri fattori ambientali avversi. Le lesioni appaiono come aree di alopecia con formazione di croste, peli spezzati, seborrea, eritema e prurito. Si localizzano a livello del naso, delle palpebre, del padiglione auricolare e sulle zampe dell’animale. L’uomo si infetta tramite la manipolazione degli animali, toccando le lesioni, o anche tramite gli strumenti utilizzati per la loro cura, ad esempio le spazzole. (Carol, 2003) I sintomi variano a seconda della localizzazione dell’infezione e includono arrossamenti ad aspetto circolare, eruzioni, desquamazioni e prurito. (Abdalla, 2019)
      La rogna sarcoptica, anche meglio conosciuta come scabbia, è una dermatite sostenuta da acari del genere Sarcoptes. Questi parassiti sono presenti in tantissime specie di animali e possono infettare, anche se raramente, furetti, cavie, criceti e topi. Causano dermatiti a livello di testa, collo e genitali, con lesioni di vario tipo (papule, croste, seborrea) caratterizzate da prurito intenso. Le infestazioni nell’uomo avvengono per contatto diretto con l’animale infetto o indiretto attraverso l’ambiente nel quale vive; i sintomi comprendono prurito intenso con arrossamenti cutanei.
      La leptospirosi, problema di salute pubblica mondiale, è un'infezione batterica acuta causata da spirochete patogene del genere Leptospira. Si trova frequentemente nei roditori e può infettare anche petauri dello zucchero. Il sierotipo più comune è L. icterohemorrhagiae che causa delle infezioni subcliniche con lesioni minime o assenti che rendono pertanto difficile l’identificazione dell’animale portatore. (Percy, 2007) L'infezione nell’uomo avviene tramite la contaminazione di lesioni cutanee (es. abrasioni o ferite nelle mani/avambracci) o delle mucose (congiuntivale, nasale, orale) con l’urina dell’animale infetto. Anche gli ambienti, l’acqua o i terreni contaminati dalle urine possono essere fonte di trasmissione della malattia. La maggior parte delle infezioni da leptospira sono subcliniche o lievi, con episodi febbrili; tuttavia, una piccola percentuale di pazienti può sviluppare una grave malattia itterica con insufficienza renale o polmonite emorragica (sindrome di Weil). (Vijayachari, 2008)
    • La leptospirosi, problema di salute pubblica mondiale, è un'infezione batterica acuta causata da spirochete patogene del genere Leptospira. Si trova frequentemente nei roditori e può infettare anche petauri dello zucchero. Il sierotipo più comune è L. icterohemorrhagiae che causa delle infezioni subcliniche con lesioni minime o assenti che rendono pertanto difficile l’identificazione dell’animale portatore. (Percy, 2007) L'infezione nell’uomo avviene tramite la contaminazione di lesioni cutanee (es. abrasioni o ferite nelle mani/avambracci) o delle mucose (congiuntivale, nasale, orale) con l’urina dell’animale infetto. Anche gli ambienti, l’acqua o i terreni contaminati dalle urine possono essere fonte di trasmissione della malattia. La maggior parte delle infezioni da leptospira sono subcliniche o lievi, con episodi febbrili; tuttavia, una piccola percentuale di pazienti può sviluppare una grave malattia itterica con insufficienza renale o polmonite emorragica (sindrome di Weil). (Vijayachari, 2008)
  • Rettili
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013) 

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni. (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
    • Ampiamente diffusa, la salmonella è un batterio che infetta diverse specie animali, incluso l’uomo. Si trova normalmente nella flora gastrointestinale di specie diverse di rettili, i quali spesso non mostrano segni di malattia, ma possono eliminare il batterio con le feci andando così a contaminare l’ambiente dove vivono. L’infezione nell’uomo avviene tramite contatto con materiale contaminato dalle feci (ad esempio durante la pulizia dei terrari o la manipolazione dall’animale sporco di materiale fecale). I sintomi più comuni della salmonellosi umana interessano l’apparato gastroenterico, con diarrea, crampi addominali e febbre. La gravità è variabile in relazione all’età e allo stato fisiologico: i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza possono avere forme particolarmente gravi con setticemia, meningite, infezioni alle ossa e alle articolazioni.... (Pees M., 2013)

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      Il gruppo dei micobatteri comprende al suo interno microrganismi responsabili di gravi malattie, come M. tuberculosis che provoca la tubercolosi nell’uomo, e micobatteri cosiddetti atipici, individuati anche con la sigla MOTT (Mycobacteria other than tuberculosis). Questi ultimi sono i micobatteri che infettano i rettili e le specie acquatiche, come ad esempio le tartarughe. Negli animali si può osservare un deperimento cronico (graduale perdita del peso corporeo), con aggravamento negli individui immunocompromessi. (Zavanella, 2012) Nell’uomo il batterio penetra tramite lesioni della cute (ad esempio tagli nelle mani o negli avambracci) durante la manipolazione degli animali o di materiale infetto. I micobatteri sono infatti in grado di rimanere in quiescenza nell’acqua e il contatto con essa (pulizia dell’acquario o del terrario immergendo le mani nude, manipolazioni del terreno presente nell’acquario, pulizia dei filtri) può essere fonte di infezione. (Tortoli, 2009) La micobatteriosi atipica colpisce soprattutto persone in condizioni di salute precaria, affette da patologie croniche polmonari o del sistema immunitario. La sintomatologia è spesso vaga, con febbre, calo di peso, tosse, astenia (stanchezza psico-fisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato. Possono verificarsi anche lesioni cutanee caratterizzate da noduli eritematosi a livello degli arti superiori o delle ginocchia.
      I criptosporidi sono dei parassiti del gruppo dei coccidi capaci di replicarsi nelle cellule intestinali dei vertebrati per poi disperdersi nell’ambiente attraverso le feci. Essendo altamente contagiosi e difficili da trattare, sono considerati una piaga tra le varie specie di rettili. Ogni rettile è sensibile ad un particolare criptosporide: - Cryptosporidium serpentis: specifico del gruppo dei serpenti; - Cryptosporidium saurophilum: associato alle lucertole, in particolare il geco leopardino; - Cryptosporidium pestis: ritrovato nelle tartarughe. In tutte le specie provocano una malattia a carico del tratto gastrointestinale, con gastrite, perdita di peso e disidratazione. La trasmissione all’uomo avviene per ingestione accidentale di materiale contaminato, ad esempio portando alla bocca le mani sporche di materiale fecale, toccando cibo/acqua con le mani sporche, baciando i rettili. Come negli animali, anche la criptosporidiosi umana ha sintomi gastrointestinali: crampi addominali e diarrea acquosa che possono iniziare improvvisamente, talvolta accompagnati da nausea, vomito, febbre e debolezza. (Mitchell, 2011)
  • Uccelli
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.  
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)
    • La Chlamydia Psittaci è un batterio intracellulare obbligatorio che può infettare tante specie diverse di uccelli ed essere trasmesso all’uomo. La malattia prende il nome di psittacosi, quando viene trasmessa all’uomo dagli psittacidi (pappagalli, pappagallini, calopsite), od ornitosi, quando viene trasmessa da altre specie di uccelli (polli, tacchini, anatre etc.). (Breekman, 2009) Spesso i volatili affetti dalla malattia non mostrano sintomi. A favorirne la comparsa concorrono l'età dell'ospite (i soggetti giovani manifestano forme più gravi), la presenza di situazioni stressanti, come il sovraffollamento delle voliere, i trasporti, una scarsa igiene, i cambi repentini di alimentazione e le parassitosi. Le forme sintomatiche variano di gravità ed i sintomi più comuni sono rappresentati da spossatezza, anoressia, scolo nasale, dispnea, tosse, starnuti e diarrea. Nell’uomo la trasmissione si verifica tramite l’inalazione di aerosol contaminato da deiezioni essiccate e di secrezioni respiratorie. Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre alta (sopra i 40,5°) accompagnata da brividi, mal di testa, mialgie e tosse secca con difficoltà respiratorie. (Moroney, 1998)
      La candidosi è una malattia di origine micotica causata dalla Candida Albicans, un fungo saprofita del gruppo dei lieviti. Questo microrganismo è molto frequente sia negli uomini che negli animali e si trova comunemente nell’apparato gastroenterico di tante specie di volatili. Colpisce prevalentemente i pulcini, in particolare delle Calopsite, provocando un’infezione dell’ingluvie. La malattia spesso insorge secondariamente a fattori predisponenti (malattie in atto, carenza di vitamina A, scarsa igiene delle voliere, malnutrizione) e provoca la comparsa di placche bianche (pseudomembrane) di tessuto necrotico nella cavità orale, nella faringe e nell’ingluvie. L’uomo si infetta manipolando animali con la candidosi. Anche tra gli esseri umani i soggetti maggiormente colpiti sono quelli con un sistema immunitario compromesso e la sintomatologia dipende dalla sede colpita (lesioni cutanee, delle vie urogenitali, esofagee etc). (Deem, 2003)
      Varie specie di salmonella spp sono rinvenute negli uccelli, principalmente negli psittacidi. Nella maggior parte dei casi gli animali infetti sono asintomatici, ma in caso di comparsa di sintomi questi sono di tipo gastroenterico, con diarrea, anoressia, disidratazione, stasi del gozzo. Più raramente si manifestano sintomi sistemici. L’uomo si infetta tramite contatto diretto con l’animale o indiretto con l’ambiente nel quale esso vive.
      Un altro batterio del gruppo dei micobatteri è il Mycobacterium avium che può infettare gli psittacidi ma anche altre specie di uccelli. I sintomi negli animali includono perdita di peso, diarrea, dispnea e anomalie del piumaggio. L’infezione nell’uomo avviene tramite ingestione di cibo o acqua contaminata dalle feci degli animali infetti. È una malattia estremamente rara che mette a rischio persone immunocompromesse (es. AIDS+, cancro) causando linfoadenomegalie localizzate. (Borset, 2013)

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